Ho moltissimi ricordi legati al Carnevale della mia infanzia e, curiosamente, sono quasi tutti collegati alle feste organizzate a scuola. Ricordo i costumi preparati con cura e poi indossati con orgoglio, e anche quando la mamma non aveva tempo di prepararli.
Ricordo le recite che si mettevano in scena ogni anno e quell’atmosfera così giocosa, spensierata e un po’ maliziosa tipica di questa festa. A scuola il Carnevale non era solo un momento di divertimento, ma anche un vero rito collettivo: attraverso il teatro, il travestimento e la fantasia, noi bambini imparavamo a stare insieme, a esprimerci e a vivere la festa come un’esperienza condivisa, piena di colori, risate e immaginazione.

Un elemento fondamentale del Carnevale, almeno nei miei ricordi scolastici, erano le maschere e il teatro. Ogni anno, infatti, a scuola mettevamo in scena una piccola rappresentazione teatrale, preparata con entusiasmo nelle settimane precedenti.
Molti dei miei ricordi riguardano i personaggi che ho interpretato, il nervosismo prima di entrare in scena, gli errori fatti ma anche la felicità dopo gli applausi. Ma ho anche un ricordo ancora più lontano, legato alla scuola dell’infanzia, che in Italia accoglie i bambini dai tre ai cinque anni.
Ricordo che, in quel periodo, la situazione era un po’ diversa da oggi: la maggior parte delle mamme stava a casa e aveva molto tempo da dedicare ai figli, alla famiglia e anche a preparare con cura feste e occasioni speciali, come il Carnevale.
Mia mamma, invece, lavorava e, con quattro figli da seguire, aveva giornate molto piene e poco tempo libero. Per questo motivo, quando arrivò il periodo di Carnevale e le insegnanti ci dissero che saremmo dovuti arrivare con un costume, per noi non fu così semplice organizzare tutto. In tutte le famiglie i costumi venivano preparati a mano, con attenzione e fantasia, ma a casa mia il tempo era poco e le priorità erano tante.

Non avendo tempo, mia mamma non ha preparato il costume. Così, il giorno di Carnevale sono arrivata alla scuola dell’infanzia e ho visto che tutti i bambini indossavano costumi colorati: principesse, animali e maschere tradizionali. In Italia, soprattutto per i bambini, il Carnevale è un momento molto atteso e socialmente importante: il costume non è solo un gioco, ma uno degli elementi più importanti. Soltanto due persone non avevano il costume: io e un’altra bambina. In quel momento mi sono sentita tristissima.
Per fortuna, le maestre hanno trovato una soluzione. Hanno creato per noi due, dei costumi con la carta crespa, trasformando una situazione potenzialmente negativa in un momento di cura e inclusione. Dopo il primo momento di tristezza, mi sono sentita improvvisamente molto speciale, perché io e l’altra bambina eravamo le uniche ad essere state vestite direttamente dalle maestre.
Tutto è bene quel che finisce bene! Anzi, ripensandoci oggi, sono sicura che se avessi avuto un costumino come tutti gli altri, probabilmente non conserverei un ricordo così vivido e significativo di quel Carnevale, che per me è diventato una piccola lezione di empatia, inclusione e creatività.
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