La festa della donna

In Italia si celebra la Festa della donna l’8 marzo. Devo essere sincera: per molti anni non ho amato molto questa giornata, che in realtà dovrebbe chiamarsi Giornata Internazionale dei diritti della donna.

In Italia, però, ha preso una forma un po’ diversa. Il fatto di chiamarla semplicemente Festa della donna fa pensare più a una celebrazione che a un momento di riflessione. A volte sembra quasi che le donne vengano festeggiate… ma solo per un giorno all’anno.

Come si festeggia in Italia

Il simbolo più riconosciuto della giornata è la mimosa, un piccolo fiore giallo che fiorisce proprio all’inizio di marzo. In questo periodo le strade e i negozi si riempiono di mimose e molte persone le regalano alle donne della loro vita: madri, amiche, colleghe e sorelle.

La mimosa è diventata il simbolo della Festa della donna in Italia nel 1946. Fu scelta perché è un fiore semplice, economico e facile da trovare proprio nei primi giorni di marzo.

Oggi, naturalmente, anche i social partecipano alla festa. È molto comune vedere fotografie di mimose accompagnate da messaggi di auguri dedicati alle donne.

Un’altra tradizione molto italiana è organizzare una serata tra amiche. Molte donne escono per una cena o per un aperitivo per festeggiare insieme l’8 marzo.

E naturalmente, essendo in Italia, anche la cucina partecipa alla festa. In molti ristoranti si trovano menù “gialli”, ispirati al colore della mimosa: dal risotto allo zafferano alla famosa torta mimosa.

In alcune città ci sono spettacoli o eventi speciali. Quest’anno, per esempio, il Ministero della Cultura ha organizzato l’ingresso gratuito per le donne nei musei l’8 marzo. Qualcuno ha scherzato dicendo che forse è un modo per compensare il fatto che, in media, le donne guadagnano ancora meno degli uomini.

Una giornata nata per riflettere

In realtà la Giornata Internazionale della Donna non nasce come festa, ma come momento di riflessione sulla condizione delle donne e sulle disuguaglianze che ancora esistono.

La storia della giornata è legata alle lotte delle donne lavoratrici e alla richiesta di diritti fondamentali, come il diritto di voto e condizioni di lavoro più giuste.

Nel 1975 le Nazioni Unite hanno riconosciuto ufficialmente l’8 marzo come Giornata Internazionale della Donna.

Perché parlarne ancora oggi

Molte cose sono cambiate rispetto al passato, soprattutto nel mondo occidentale. Oggi le donne possono votare, studiare, lavorare e ricoprire ruoli importanti nella società.

Ma questo non significa che tutti i problemi siano scomparsi.

In molti paesi del mondo esistono ancora violenza domestica, discriminazione sul lavoro, differenze salariali e barriere sociali e culturali. Anche in paesi considerati avanzati, come l’Italia, il Regno Unito e gli Stati Uniti, la violenza contro le donne è purtroppo ancora una realtà molto grave.

A volte queste questioni diventano visibili soprattutto quando emerge uno scandalo internazionale.

Il caso Epstein

Un esempio è il caso Epstein, di cui si continua a parlare negli ultimi anni.

Questo scandalo ha portato alla luce una rete di abusi che coinvolgeva bambine, ragazze* e giovani donne. Per molti anni tutto è rimasto nell’ombra e uomini ricchi e potenti sono stati, e in molti casi sono ancora, protetti, nonostante molte persone sapessero cosa stava accadendo.

Vicende come questa ricordano quanto sia importante proteggere le vittime e continuare a parlarne, anche quando sono temi difficili o scomodi.

Per concludere

Forse è anche per questo che giornate come l’8 marzo continuano ad avere un senso. Oltre alle mimose e alle cene tra amiche, la Festa della donna può essere anche un momento per fermarsi a riflettere sulla condizione delle donne nella società e su quanto lavoro resti ancora da fare.

E nel vostro paese si festeggia l’8 marzo?

Cosa si fa di solito?

Vocabolario

Bambino
Il termine bambino non significa solo baby. In italiano indica un bambino dalla nascita fino all’inizio dell’adolescenza.

Ragazzo
La parola ragazzo indica normalmente una persona giovane, dall’adolescenza fino all’età di un giovane adulto. Nell’italiano comune, però, si usa spesso anche per adulti di tutte le età.

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Ecco un articolo di Focus se vuoi conoscere:

Quali sono state le tappe dei diritti delle donne in Italia? – Focus.it

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