La magia del mio primo presepe

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Il mio primo presepe

Ricordo ancora con un sorriso il mio primo presepe fatto in casa. Avevo circa sette o otto anni. Era un pomeriggio freddo di dicembre: fuori, nei vicoli del mio paese tutto era tranquillo, con quella luce bassa che sembrava già preparare il Natale.

La raccolta del muschio

Decisi di andare a cercare del muschio nel bosco vicino — sapevo che sarebbe stato perfetto per creare la base verde e morbida su cui costruire la scenografia del presepe. Raccolsi qualche bel pezzo di muschio e molti ramoscelli di edera, poi tornai a casa con l’animo di chi porta a casa un piccolo tesoro.

Il lavoro inizia

Una volta dentro, stesi il muschio su un vecchio cartone e cominciai a lavorare. Per il cielo, presi della carta da disegno che colorai di un bel blu intenso: volevo che somigliasse a un cielo notturno, profondo e magico. Poi tagliai tante stelle — piccole, irregolari — e le incollai: luccicavano contro il blu come promesse luminose.

Alla fine spensi le luci principali della stanza e accesi una catena di piccole lucine bianche attorno al mio “paesaggio”: l’effetto fu dolce, caldo, sognante. Il piccolo paesaggio — con muschio, cielo stellato di carta, stelle fatte a mano e luci — sembrava vivo.

L’arrivo della mamma

Proprio mentre stavo ammirando il mio lavoro, arrivò la mamma. Con un sorriso, portò alcune statuine e la capanna: e insieme posizionammo Maria, Giuseppe, il Bambino Gesù e gli animali, nella scena. In pochi minuti, il presepe prese davvero vita. Sentii una gioia speciale: la scena non era più solo mia, ma un piccolo progetto condiviso e completato insieme con la mamma.

Amo questo ricordo perché è stato creativo e spontaneo. Ricordo ancora la gioia di trasformare pochi materiali semplici in qualcosa che emanava calore e magia. Raccogliere il muschio nei dintorni del paese mi fece sentire vicina alla natura e alle mie radici, mentre a casa, tra luci e stelle di carta, costruii un piccolo rifugio di gioia e tranquillità.

Il momento più prezioso

Il momento più prezioso, però, è stato quello con la mamma, soprattutto quando entrò con quel sorriso prezioso, che non le vedevo spesso. Quando arrivò con le statuine e la capanna, completammo insieme il presepe. In quell’istante si sprigionò per me, la vera magia del Natale, condividendo gesti semplici e pieni di significato. Ancora oggi questo ricordo resta tra i più cari: un istante legato alla famiglia, pieno di complicità e gioia autentica.

Il passato remoto

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