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La scatola dei ricordi
Qualche giorno fa stavo guardando nella mia scatola dei ricordi e mi sono ritrovata in mano alcuni vecchi souvenir, come il biglietto per entrare a Tower of London, alcune travel card della metropolitana di Londra e la mappa di un museo inglese. Li guardavo e mi sono resa conto, ancora una volta, di quanto la mia vita sia stata divisa in modo quasi perfetto tra due Paesi. Un pezzo di cuore in Italia, l’altro nel Regno Unito.
E, in fondo, questa è forse la chiave migliore per capire chi sono oggi e da dove nasce Parla Italiano.

Fra l’Italia e l’Inghilterra
Sono nata e cresciuta in Italia, alla sommità del Lago di Como, circondata da natura, famiglia e tradizioni. L’Italia è il luogo delle mie radici, della mia lingua madre, dei sapori e dei gesti che mi fanno sentire immediatamente a casa. Ma, poco dopo la laurea, ho fatto una scelta che ha cambiato tutto: sono partita per Londra. Non avevo un piano preciso, non sapevo quanto tempo ci sarei stata e quel tempo si è trasformato in più di vent’anni di vita.
A Londra ho fatto il mio percorso professionale iniziale, completamente diverso da ciò che faccio oggi. Ho lavorato nella City, in un mondo frenetico, internazionale, competitivo. È stato un periodo formativo, ricco di stimoli e opportunità, ma dentro di me cresceva una sensazione chiara: non era lì che si trovava la mia vera passione. Ogni volta che spiegavo qualcosa con entusiasmo, sentivo una scintilla che nel lavoro “ufficiale” non c’era.

La passione per l’insegnamento
È stato così che ho iniziato ad inseguire quella scintilla.
Lasciare una carriera stabile per reinventarsi non è facile, ma è stata la scelta migliore della mia vita. Ho iniziato a insegnare italiano e subito mi sono accorta di volere una metodologia, così ho preso subito la mia prima certificazione per insegnare la lingua straniera, ho iniziato a studiare metodi, a osservare come le persone imparano davvero, a sperimentare e modificare tutto ciò che non funzionava. E più insegnavo, più capivo che avevo finalmente trovato il mio posto.
C’è un’altra cosa che ha trasformato il mio modo di insegnare: io stessa ho imparato l’inglese da adulta.
So cosa significa sentirsi bloccati.
So cosa significa capire tutto “sulla carta”, ma non riuscire a parlarne.
So cosa significa guardare un testo e chiedersi se un giorno sarà davvero possibile sentirsi a proprio agio in un’altra lingua.
Il giorno in cui ho passato il Cambridge C2 con ottimi risultati è stato bellissimo, certo… ma ciò che porto con me non è il certificato: è il percorso per arrivarci. Le difficoltà, la frustrazione, le piccole vittorie quotidiane. Tutto questo oggi mi permette di mettermi nei panni dei miei studenti in modo molto più naturale.

La particolarità degli studenti di lingua inglese
Ecco perché, quando ho iniziato ad insegnare l’italiano, mi sono resa conto che gli studenti anglofoni hanno sfide molto specifiche. Certi suoni, certi tempi verbali, certi modi di esprimere le idee. Ho iniziato a catalogarle, a studiarle, a creare materiali pensati apposta per chi parla inglese.
Ed è così che, poco alla volta, è nata Parla Italiano.
Ed è qui che entra in gioco una parte essenziale del mio lavoro — e che voglio raccontarti più a fondo: desidero conoscere i miei studenti, capire come imparano, e proporre loro corsi che li possano aiutare a ottenere ciò che vogliono.
Per me insegnare non significa solo usare un libro: significa ascoltare. Ogni persona impara in modo diverso, porta con sé un vissuto diverso e ha obiettivi diversi.
Mi piace osservare come cambia il modo in cui si muovono nell’italiano: ciò che li blocca, ciò che invece li illumina. Mi piace parlare con loro, capire cosa li motiva, cosa li mette in difficoltà, cosa li fa sorridere quando finalmente una frase “funziona”.
È da questo dialogo costante che nascono i miei corsi. Non programmi generici, ma percorsi flessibili, costruiti su ciò che davvero serve agli studenti per sentirsi più sicuri, più fluidi e più liberi di parlare.
Negli ultimi vent’anni ho costruito, smontato e ricostruito corsi, attività e programmi basati su un principio fondamentale: per imparare una lingua bisogna parlarla. Parlare fin dall’inizio, anche quando è imperfetto, anche quando fa paura, anche quando si cercano le parole. Lo dico sempre: la teoria è importante, ma è la pratica che rende una frase tua.
Parla Italiano di nome e di fatto
Oggi Parla Italiano è la sintesi di tutto quello che ho imparato vivendo tra due culture, studiando le lingue da adulta, insegnando a migliaia di studenti e sperimentando ogni giorno modi nuovi per rendere l’italiano più chiaro, più umano e più accessibile.
E ogni volta che incontro una nuova classe — anche online! — ritrovo quella scintilla che mi ha portata fin qui.
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