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Un fine settimana a Mantova
Sapevate che il 2 novembre è festa nazionale in Italia? Abbiamo approfittato di questo fine settimana per concederci una breve pausa e partire alla scoperta di Mantova, una città ricca di storia e fascino, che speravamo potesse ispirare i nostri figli… e naturalmente anche i nostri lettori.
Questa piccola città lombarda, con poco più di 50 mila abitanti, è un vero gioiello rinascimentale: tra le sue mura si trovano straordinarie opere d’arte e palazzi dichiarati patrimonio dell’UNESCO.

L’arrivo a Mantova
Siamo partiti venerdì pomeriggio e, dopo alcune ore di macchina, siamo arrivati verso sera. Mantova è circondata da laghi artificiali e l’ingresso in città è stato spettacolare: dopo chilometri di autostrada e città moderne, ci ha accolto la vista del Castello di San Giorgio, costruito nel 1400, proprio all’entrata della città.
Mantova è antichissima: le sue origini risalgono all’epoca romana e nelle sue vicinanze nacque Virgilio, uno dei più grandi poeti latini e autore dell’Eneide. Ancora oggi, passeggiando nel centro storico tra resti archeologici e strade dall’impronta antica, si percepisce l’importanza della città già nei primi secoli della nostra era.
La famiglia dei Gonzaga
Il massimo splendore Mantova lo raggiunse sotto i Gonzaga, che governarono la città per circa quattro secoli, dal 1300 al 1700. Grazie a matrimoni e alleanze strategiche, la famiglia divenne una delle più potenti d’Europa. Ma il loro lascito più affascinante è senza dubbio l’arte: trasformarono la città in un centro rinascimentale prestigioso, commissionando opere straordinarie e ospitando artisti come Andrea Mantegna, autore della celebre Camera degli Sposi.
Passeggiare tra palazzi, cortili e piazze è come fare un viaggio nel tempo: storia, cultura e bellezza si intrecciano a ogni passo.

La nostra prima serata
Dopo aver lasciato i bagagli in albergo – strategicamente situato in piazza Sordello, nel cuore del centro storico, a pochi passi dal Palazzo Ducale e dal Duomo – siamo usciti per un primo giro di ricognizione e per scegliere dove cenare.
Abbiamo trovato un ristorante molto particolare, situato all’interno di un antico palazzo sempre in piazza Sordello. Entrando, siamo rimasti colpiti da una grande vetrata con la scritta: “Vietato entrare a cavallo con le lance alzate”. Un divieto che risale al periodo medievale!
A cena abbiamo gustato piatti tipici mantovani: un tagliere di affettati e formaggi misti, ravioli con crema di zucca e una francesina, uno stufato di manzo. Il tutto accompagnato da un buon vino rosso. Perfetto per concludere la serata.

L’esplorazione del centro storico
Il giorno successivo abbiamo scoperto che la prima domenica del mese i principali musei sono visitabili gratuitamente. Abbiamo quindi prenotato una visita al Palazzo Ducale per il giorno dopo.
Il sabato lo abbiamo invece dedicato all’esplorazione del centro storico. Abbiamo visitato piazza delle Erbe, così chiamata – come in molte città del Nord Italia – perché fin dal Medioevo ospitava il mercato delle verdure (le “erbe”) e della frutta.
Qui si trova la Rotonda di San Lorenzo, la chiesa più antica della città, costruita nell’XI secolo. A pochi passi, in piazza Mantegna, si erge la straordinaria Basilica di Sant’Andrea, opera del celebre Leon Battista Alberti.
Dopo aver visitato alcuni edifici importanti, nel pomeriggio ci siamo dedicati a una passeggiata senza meta tra negozi eleganti, dove persino fioristi e pasticcerie sembrano raffinate gioiellerie. Siamo arrivati fino al Palazzo Te, circondato dai suoi meravigliosi giardini.
Prima di cena abbiamo esplorato bar e caffè sotto i portici, godendoci un aperitivo fra musica, persone rilassate e l’atmosfera vivace del sabato sera. Dopo cena, non abbiamo resistito a un gelato strepitoso ispirato alla torta Elvezia, dolce tipico del luogo, mentre passeggiavamo verso l’albergo.

Il palazzo ducale
La domenica mattina è stata dedicata alla visita dell’incredibile Palazzo Ducale. Non abbiamo solo ammirato architettura e opere d’arte, ma abbiamo anche vissuto una piccola avventura.
Il Palazzo Ducale era la residenza principale dei Gonzaga e il cuore della vita politica e culturale della città. Si tratta di un complesso vastissimo: edifici, cortili, giardini, sale affrescate, ambienti di rappresentanza. Ospitava la famiglia ducale, la corte e gli uffici amministrativi.
Fa parte del complesso anche il Castello di San Giorgio, celebre per ospitare la Camera degli Sposi con gli affreschi di Mantegna e il famoso oculo, un finto foro nel soffitto che dà l’impressione di un’apertura verso il cielo.

Un momento di panico
Durante la visita, nostra figlia, di tredici anni – a cui non permettiamo ancora di avere un telefono – ha deciso di staccarsi dal gruppo per proseguire da sola. Quella domenica il palazzo era davvero affollato e, quando abbiamo terminato il percorso e siamo usciti, di lei nessuna traccia.
Abbiamo chiesto allo staff indicazioni e ci hanno rassicurato: c’era una sola uscita. Così, mentre io aspettavo fuori, mio marito è tornato dentro a cercarla. Fortunatamente l’ha trovata quasi subito: la nostra figlietta, ignara della nostra apprensione, stava semplicemente avviandosi con calma verso l’uscita.
Domanda di grammatica: perché è necessario l’articolo con figlia nella frase sopra: la nostra figlietta?

I Gonzaga e l’arte
I Gonzaga furono grandi mecenati e la loro passione trasformò Mantova in uno dei centri culturali più importanti del Rinascimento italiano. La famiglia promosse artisti di fama europea e creò la Celeste Galleria, una delle collezioni d’arte più prestigiose del tempo, con opere di Mantegna, Tintoretto, Rubens, Tiziano e Veronese, tra gli altri.
Oggi, della collezione rimane poco a Mantova, ma la città conserva i suoi palazzi, le piazze e i monumenti: testimonianze vive della grandezza e del ruolo centrale dei Gonzaga nella storia italiana ed europea

Preparazione alla partenza
Prima di ripartire, ci siamo concessi un po’ di shopping gastronomico: volevamo portare qualcosa di tipico ad amici e parenti. Tra i dolci da menzionare ci sono la torta Elvezia, la sbrisolona e la torta delle rose. Ciascuno racconta una parte della storia gastronomica e culturale della città.
Il dolce tipico natalizio, invece, è l’anello di Monaco: una ciambella alta e soffice di origine austro-tedesca, preparata con pasta lievitata e ricoperta con una glassa lucida. All’interno racchiude un ripieno ricco di nocciole e mandorle tostate, burro e, talvolta, liquore o crema di marroni.
Se andate a Mantova non perdetevi la pasticceria Scaravelli, super negozio dove potete anche gustare il gelato Elvezia, il mio preferito!

Conclusione
Visitare Mantova è stato come fare un piccolo viaggio nel tempo. Tra storia, arte e sapori, la città offre sempre qualcosa di nuovo da scoprire, anche in una pausa di pochi giorni.
È stata una visita rilassata e piacevole: abbiamo camminato tra piazze e portici storici, respirato l’atmosfera unica della città, visitato palazzi importanti e gustato le prelibatezze del territorio.
Un weekend estremamente piacevole!

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Domanda di grammatica: perché è necessario l’articolo con figlia in questa frase: la nostra figlietta?
*Offer valid only for new students, ends 30th November.





