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Milano: una giornata al museo

Una gita culturale

Oggi voglio raccontarti di una bella giornata trascorsa a Milano. Milano è una città ricca di cultura, musica, arte, musei e così via, con tanto da vedere e da fare.

Devo ammettere che dall’ultima volta che ho visitato una mostra d’arte è passato molto tempo. Quando i miei bambini erano piccoli, il mio unico desiderio era prendermi cura di loro, farli divertire, portarli fuori a contatto con la natura e portarli a casa prima che fossero troppo stanchi. Non desideravo altro.

Ora, però, i miei figli hanno l’età perfetta per accompagnarci a vedere mostre, concerti e a visitare città e Paesi nuovi. Non sono più piccoli, ma neppure adolescenti riluttanti. Ci seguono ancora volentieri e hanno piacere a stare con noi.

La mostra su Cézanne e Renoir

Di recente a Milano è stata inaugurata una nuova mostra su Cézanne e Renoir a Palazzo Reale, così ne abbiamo approfittato per fare una gita in città e goderci un po’ d’arte.

Personalmente penso che visitare una mostra non significhi dedicare lo stesso tempo ad ogni quadro e vederli tutti con diligenza. Per me, è importante lasciare spazio a ciò che i quadri ci comunicano. Se un’opera ci colpisce di più, è giusto soffermarcisi; se un’altra ci dice meno, va bene ignorarla e passare oltre. Nel caso dei maestri però, a volte basta scegliere un’opera a caso e immergersi nella sua visione.

Brera

Visita alla Pinacoteca di Brera

Recentemente i nostri ragazzi hanno visitato, con la scuola, la Pinacoteca di Brera, una galleria d’arte straordinaria. Invece di essere stata un’esperienza unica e piacevole, si è trasformata in una maratona estenuante di tre ore. Mi chiedo se abbia contribuito a suscitare in loro l’amore per l’arte o il suo contrario.

Penso che l’arte debba essere apprezzata dai ragazzi con piccoli assaggi, come quando si testa la temperatura dell’acqua con il piede prima di tuffarsi. Durante la nostra visita abbiamo guardato solo pochi quadri. È sorprendente ciò che si riesce a vedere quando si guarda con attenzione. Un quadro che a prima vista sembra tutto marrone con un cielo grigio, guardato con intenzione rivela una striscia di verde menta nel cielo. Ed è come se, improvvisamente, tutto il quadro sembra illuminarsi e rivelare il suo segreto ai nostri occhi.

Guardare richiede pratica e può essere stancante. Quindi, quando i miei figli hanno cominciato ad essere stanchi e mi hanno chiesto di andarcene, ho detto “Va bene, andiamocene a mangiare” e siamo usciti.

Il telefono che guarda

Mentre eravamo là dentro, i miei figli hanno notato che la maggior parte delle persone teneva il telefono in mano e, dopo essersi soffermata davanti ad ogni quadro, scattava una foto. A volte faceva la foto e se ne andava senza fermarsi. Sembra che queste persone non riuscissero a vedere il quadro se non attraverso lo schermo del telefono. Forse si tratta di riguardare le foto a casa, per rivivere le emozioni provate davanti alle opere? Fammi sapere la tua opinione.

Castello Sforzesco

Perché visitare Milano

Se non hai mai visitato Milano, è certo una città interessante. E’ conosciuta soprattutto come centro economico, finanziario e della moda. Tuttavia, la sua storia è millenaria e val la pena vederla. Le sue attrattive non sono solo l’elaborato Duomo e il Castello Sforzesco, ma val la pena includere una tappa alla Basilica Santa Maria delle Grazie per vedere L’Ultima Cena di Leonardo, una visita a Brera e una capatina alla Basilica di Sant’Ambrogio, santo protettore della città.

Il Naviglio Grande

Se desideri una pausa nel verde, andate al parco Sempione e senz’altro non può mancare un po’ di shopping. Non necessariamente in Via della Spiga o Montenapoleone, dove trovate i negozi di grandi firme. Molte vie centrali regalano negozi eleganti ed accessibili a tutte le tasche. Ti consiglio di concludere la tua visita con una bella serata sui Navigli, caratterizzati da ristoranti, bar e club sui caratteristici canali.

E quanto sei a Milano, non dimenticarti di prendere un aperitivo. Se desideri sapere di più su quest’abitutdine tipicamente milanese, clicca qui.

Fatemi sapere se avete visitato Milano o se desiderate farlo. Magari ci possiamo incontrare per un caffè…

A. Answer the questions and check the answers at the end:

  1. Quando i suoi figli erano piccoli l’autore visitava musei?
  2. Che età hanno circa i figli dell’autore?
  3. Perché l’autore pensa che ora sia il momento perfetto per visitare mostre d’arte con i suoi figli?
  4. Dove si trova la mostra su Cézanne e Renoir menzionata nel testo?
  5. Qual è l’approccio personale dell’autore quando visita una mostra d’arte?
  6. Che tipo di esperienza hanno avuto i ragazzi dell’autore alla Pinacoteca di Brera?
  7. Secondo l’autore, come si dovrebbe far avvicinare i ragazzi all’arte?
  8. Qual è la reazione dei figli dell’autore riguardo alle persone che fotografano le opere d’arte con il telefono?
  9. Quali sono alcune delle attrazioni consigliate da visitare a Milano?
  10. Dove si trova L’Ultima Cena di Leonardo, menzionata nel testo?
  11. Cosa consiglia l’autore di fare per concludere una visita a Milano in modo piacevole?

B. Have you noticed the 3 verbs highlighted in the text?

If you are not familiar with their structures here is an explanation:

  1. Soffermarcisi

Here the verb is the reflexive soffermarsi (= linger). Therefore when you conjugate you need your reflexive pronoun. When the verb is in the infinitive, as it is this case, the reflexive pronoun is added at the end. The pronoun ci stands for  “su queste opere” and it is added between the verb and the reflexive pronoun. If you wish to learn more about ci, we have written a full blog post to cover most of its uses. You’ll find it here.

  • Andiamocene

Here the verb is the pronominal verb andarsene. This simply means to leave, go away and it is commonly used. This is how to conjugated it:
io me ne vado
tu te ne vai
lui/lei se ne va
noi ce ne andiamo
voi ve ne andate
loro se ne vanno
So, the noi ce ne andiamo become here an imperative, so the pronouns are added at the end.

  • Fammi

This expression comes from the verb fare. Here is part of the phrase: fare sapere a me.
It is here in the imperative, second person, which is conjugated as fa. Fa a me is changed into fammi.

Answers:

  1. No, preferiva portarli nella natura.
  2. Fascia 9-13
  3. Non sono troppo piccoli e non sono ancora adolescenti
  4. A Palazzo Reale
  5. Preferisce guardare attentamente solo alcune opere e non necessariamente tutte. Sceglie quelle che le piacciono ma a volte anche una a caso.
  6. Ci hanno passato troppo tempo e si sono stancati
  7. Avvicinarli gradualmente, non dover guardare tutti i quadri necessariamente, sceglierne uno e concentrarsi per ‘vedere’ veramente. Andarsene quando si è stanchi.
  8. Hanno pensato che non riuscissero a vedere senza telefono.
  9. Duomo, Castello Sforzesco, Palazzo Reale, Pinacoteca di Brera, Basilica Santa Maria delle Grazie, Basilica di Sant’Ambrogio.
  10. Basilica Santa Maria delle Grazie
  11. Visitare i Navigli

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